Ledizioni

  • Marialuisa Bignami, cui questo volume è dedicato, è una tra le più illustri studiose dell'utopia letteraria in Italia. In dialogo con la sua opera critica, il volume discute origini ed esiti del concetto di utopia nel panorama letterario e sociale occidentale, in particolare anglosassone. La riflessione prende le mosse da un'elaborazione di stampo millenarista del pensiero utopico, per proseguire nell'indagine dei suoi esiti letterari tardorinascimentali, settecenteschi e anche coloniali; si approda infine alle utopie moderne, postmoderne e femministe del nostro tempo, senza tralasciare gli esiti dell'immaginario utopico nella cultura di massa. L'utopia, un po' come il romanticismo, sembra essere una necessità della cultura occidentale, una categoria dello spirito, che può essere reinterpretata, negata, persino vilipesa, ma non abbandonata. I percorsi attraverso le mutazioni spazio-temporali dell'utopia raccolti in questo volume sono ispirati ad approcci critici diversi e sono trasversali a più ambiti di ricerca; la ricchezza del dibattito invita a proseguire l'indagine sui volti molteplici del genere utopico, anche attraverso l'esplorazione di nuove interazioni e di nuovi linguaggi.

  • In un frammento pubblicato il 10 dicembre 1810 nei suoi «Berliner Abendblätter», Heinrich von Kleist sosteneva che "gli uomini si potrebbero dividere in due categorie: quelli che si intendono di metafore e quelli che si intendono di formule". A due secoli di distanza, questo volume prende a prestito la coppia kleistiana "formula e metafora" per indagare le sorti dello scienziato come personaggio nelle letterature e culture di una contemporaneità intesa nel senso più ampio possibile. Lo scienziato - benefattore o criminale, saggio o irresponsabile, opportunista o pazzo, freddo calcolatore o debole strumento del potere, personaggio comico o tragico, drammatico o grottesco - è uno dei protagonisti della cultura contemporanea. Che si tratti di personalità storiche o di figure d'invenzione, alimentate da prototipi letterari e da stereotipi di varia matrice, uomini di scienza popolano le più varie opere di finzione da fine Ottocento a oggi: il volume ne indaga ventisei esempi, spaziando fra letteratura, teatro e cinema nei mondi di lingua francese, inglese, italiana, polacca, russa, spagnola, svedese e tedesca. Le molteplici declinazioni del personaggio-scienziato sono lo specchio più o meno deformato di eventi e problemi che hanno alimentato l'inesausto interrogarsi dell'intellettuale moderno sul rapporto fra scienza, arte e società. Al contempo, esse rivelano nelle loro radici il perdurare di antiche e moderne figurazioni mitologico-letterarie, trasformate da scrittori e artisti per interpretare consapevolmente il passato e il presente.

  • "Reader, where are you?", wondered, in the mid-1880s, Mikhail Saltykov-Shchedrin, one of the Russian writers that paid the most attention to the readership of his time. Saltykov-Shchedrin's call did not go unanswered. Over the past two centuries, various disciplines - from the social sciences to psychology, literary criticism, semiotics, historiography and bibliography - alternately tried to outline the specific features of the Russian reader and investigate his function in the history of Russian literary civilization. The essays collected in this volume follow in the tradition but, at the same time, present new challenges to the development of the discipline. The contributors, coming from various countries and different cultures (Russia, the US, Italy, France, Britain), discuss the subject of reading in Russia - from the age of Catherine II to the Soviet regime - from various perspectives: from aesthetics to reception, from the analysis of individual or collective practices, to the exploration of the social function of reading, to the spread and evolution of editorial formats. The contributions in this volume return a rich and articulated portrait of a culture made of great readers.

  • Although it resonates today with lavender fields, sunny heritage locations and the gentrified memory of Paul Cézanne's pictorial turbulence, Provence has not always been the attractive territory of pacified leisure and festival culture. Since the seventeenth century, indeed, the region has inscribed its shifting geography, complex politics and the extraordinary diversity of its land and seascapes in the perception and imagination of British visitors. In the steps of anonymous or excellent travellers, the chapters of this volume chart some of the most significant moments in the intercultural transactions between the proud linguistic and literary distinctiveness of the province on one hand and the always challenged and sometimes baffled perception of Anglophone (and Anglophile) visitors on the other. Spanning across two centuries, from the largely unknown pre-revolutionary Provence visited by John locke and tobias smollett through the Victorian paradise of popular tourism and finally to the more secret `homeland' of Modernists, this volume reveals an unexpected Provence which, in oblique and complex ways, has long held a mirror to British culture and often acted as the laboratory of its artistic life.

  • La determinación adoptada por los gobiernos de la región para conmemorar el inicio de los movimientos y guerras que condujeron a la mayor parte de los países que hoy llamamos Latinoamérica a alcanzar la independencia del yugo colonial, fue un acuerdo basado más en la coincidencia o cercanía de algunas fechas que en una simultaneidad estrictamente cronológica. Este volumen da cuenta de las anticipaciones, retrasos y continuidades de un proceso emancipatorio aún por completar; de la participación que en él tuvieron y tienen las mujeres, de sus liderazgos, vivencias, estrategias y perspectivas; así como de su representación por la literatura y el arte, y de su apreciación por la historiografía de más variada naturaleza o por quienes descubren las entretelas y la manipulación de estas efemérides. Los textos aquí reunidos se dividen en dos secciones: la primera agrupa a los que se relacionan con distintos momentos del proceso de emancipación latinoamericana y de sus mujeres; la segunda, sobre distintas escritoras italianas contemporáneas, está dedicada a Alba de Céspedes, autora de origen cubano que vivió entre Roma y París, y cuyo abuelo iniciara las guerras de independencia de la Isla en 1868. La valiosa concurrencia de firmas internacionales en esta miscelánea se debe al auspicio del Programa de Estudios de la Mujer de la prestigiosa institución cultural Casa de las Américas de Cuba, destinado a dar visibilidad a la trayectoria histórica y, a las manifestaciones culturales de las mujeres latinoamericanas y caribeñas, a promover el trabajo de sus artistas y escritoras contemporáneas, así como a discutir los temas teóricos correspondientes, y sus contextos de producción y recepción.

  • Gli anni '90 del XX secolo hanno segnato un punto di non ritorno per la società e le lettere spagnole: la piena integrazione alla contemporaneità ha portato con sé l'asservimento alle leggi di mercato e l'affermarsi di un narrare aperto all'ibridazione tra linguaggi, insofferente alle distinzioni tra alta cultura e spettacolo popolare. In questo volume si prova a tracciare un bilancio ragionato di questo passaggio, smontando fenomeni generazionali discutibili e facendo dialogare tradizione e pop, in un confronto che coinvolge le traiettorie letterarie di Ray Loriga, Juan Bonilla e Juan Manuel de Prada, emblematiche per il loro snodarsi tra questi due estremi alla ricerca di una prosa laconica come un verso di canzone rock o esuberante di metafore, nel segno di una metaletteratura ludica o raffinata, tra cinema, musica, televisione e barocchismo.

  • Cette étude, qui a été réalisée grâce à une bourse de recherche offerte par la Région Auvergne et l'Université Blaise Pascal de Clermont-Ferrand, analyse le thème du vieillir dans l'oeuvre de Flaubert. Le processus du vieillir s'y configure selon plusieurs motifs complexes, capables de traduire des aspects très poignants de la vision du monde de l'auteur. L'idée du vieillir est chez Flaubert une pensée constante et incontournable, consubstantielle à la vie, soumise à la loi implacable de l'« infâme rétiaire », le Temps. Il ne reste donc qu'à prendre ses distances de la vie, de ce processus de déchéances et d'échecs, de l'inépuisable vieillissement au fond duquel il n'y a que le Néant ; il ne reste qu'à escamoter la vie en se réfugiant dans l'Art, en se contentant de vivre « encore pendant trois ou quatre livres ».

  • The battle that took place near Konotop in late June 1659 was a continuation of the Muscovite-Cossack war, which began in the fall of 1658, soon after the signing of the Union of Hadiach. Cossack and Tatar detachments trapped a significant portion of the Muscovite army, leading to enormous Russian losses. The unprecedented defeat of the previously invincible forces caused panic in Russia, but the Muscovites' capacity to turn defeat into political victory, and the fratricidal struggle in Ukraine, known as the "Ruin", left most of the Cossack lands on the Right Bank of the Dnieper uninhabitable. Konotop is a classic example of a battle won, but a war lost. ariusz Robert Drozdowski, Ksenia Konstantynenko, Piotr Kroll, Serhii Plokhy, Oleg Rumyantsev, Natalia Yakovenko and Tatjana Yakovleva-Tairova, the authors of this collection, hail from Poland, Italy, USA, Ukraine and Russia. They consider the military, political, social, and cultural context of the battle and also investigate its treatement in historical and literary writings from the early modern era to the present. They approach their topic from the point of view of various disciplines, traditions, and schools of thought. Their essays expand our understanding of the battle, its outcome and legacy in unexpected and historiographically productive ways.

  • OTTO SAGGI E UNA TESTIMONIANZA. Di questo è composto Tabucchi o del Novecento, raccolta di studi e interventi con cui un gruppo di specialisti ha voluto rendere omaggio alla memoria dello scrittore, dell'intellettuale e del portoghesista Antonio Tabucchi (1943-2012). L'opera narrativa analizzata dalla prospettiva teorica degli italianisti o letta nelle pieghe della sua ricezione europea (in special modo, iberica), l'opera traduttiva nella sua dorsale brasiliana o declinata come impraticabile autotraduzione, l'opera critica dell'interprete di Fernando Pessoa nelle sue rifrazioni ermeneutiche: ecco le tessere di un "possibile" puzzle che prova a restituire uno dei volti "possibili" dell'autore di Sostiene Pereira. In appendice, il ricordo inedito di Antonio Tabucchi firmato dallo scrittore Giovanni Catelli.

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